CASA PER FERIE AL MARE SAN PANCRAZIO
L’Associazione San Nicolò Vescovo ONLUS organizza momenti di incontro e occasioni di socializzazione per promuovere e sostenere tutte le attività religiose, culturali e sociali tra le famiglie i giovani e gli anziani, al fine di renderli partecipi della vita sociale e culturale che si svolge intorno a loro.
Nell’anno 2009 l’associazione ha preso in gestione la Casa per Ferie San Pancrazio, di proprietà della parrocchia San Nicolò Vescovo di Guspini, con lo scopo esclusivo di renderla funzionale per le varie attività socio-educative del territorio, offrendo ai gentili ospiti un ambiente sereno e di riposo e dare un’opportunità di riscoprire i valori umani e cristiani in un rapporto di rispetto e cordialità con tutti.
Da parte sua ogni ospite, entrando in questa casa, dichiara implicitamente di voler accettare queste finalità e di adeguarsi alle norme indicate dal regolamento per un buon andamento della convivenza di tutti.
Casa per Ferie San Pancrazio (Arborea)
CENTRO SACRA FAMIGLIA
Il progetto "Centro Sacra Famiglia" è rivolto a persone e nuclei familiari italiani e stranieri, in condizione di reale difficoltà e disagio familiare, lavorativo, economico e/o sociale, per un periodo di tempo stabilito, sufficiente a renderli più autonomi ed integrati.
I destinatari, quindi, sono coloro che si trovano in temporanea difficoltà e che non riescono a sopperire a tutte le loro necessità.
L’obiettivo principale del progetto è quello di dare alla famiglia una possibilità concreta per superare la situazione di “crisi” e consentirle, quindi, di aumentare il proprio livello di empowerment, cioè di “potere” in modo attivo invece che assumere un atteggiamento di passività di fronte a possibili difficoltà ed eventi negativi.
Sarà importante mettere il nucleo nelle condizioni di raggiungere il maggior grado di autonomia, tale da renderlo il più possibile autosufficiente, incoraggiandolo a percepirsi come portatore di risorse per sé e per gli altri e non solo di bisogni.
Quanto ci si propone prende, quindi, le distanze dall’assistenzialismo per far leva sulle risorse della famiglia e sulla sua capacità di” “saper fare…", sostenendola nel proprio percorso. Il nostro progetto vuole mettere in “movimento” qualcosa che resti, una “learning organization”, cioè una esperienza che resta iscritta nell’organizzazione sociale, in grado di rendere le persone promotrici e protagoniste della vita sociale.
L’azione complessiva del progetto è rivolta, quindi, a produrre una trasformazione del rapporto tra famiglie e il territorio in uno scambio vicendevole, promuovendo attraverso specifiche e concrete esperienze una nuova soggettività delle famiglie, cioè una maggiore consapevolezza dei loro diritti – doveri e supportando una relazione attiva e partecipe da parte delle famiglie coinvolte nel progetto.
Il Centro Sacra Famiglia rappresenta un progetto innovativo in quanto, oltre ad esperti di determinati settori, saranno le famiglie dei nostri gruppi famiglie opportunamente preparate che con spirito di servizio di solidarietà e di taestimonianza cristiana sosterranno i nuclei familiari in difficoltà, con supporto nella gestione delle dinamiche relazionali, delle problematiche legate alla crescita e all'educazione dei propri figli; nei rapporti di coppia, nelle relazioni genitori-figli ed in altri contesti relazionali.
Destinatari del Centro saranno tutti i componenti della "famiglia": genitori, giovani, figli, anziani, nonni, etc. in un percorso di valorizzazione della famiglia come cellula organizzativa della nostra società.
Per la dignità delle famiglie che frequenteranno il Centro Sacra Famiglia abbiamo rinnovato ed adeguato i locali del Centro Pastorale e gli arredi grazie ai contributi dell’8Xmille assegnatici dalla CEI.
LA RETE CHE VOLONTARIAMENTE INTEGRA
Il progetto “La Rete che volontariamente Integra” propone un programma di sostegno alla genitorialità che ha come motore di realizzazione il Volontariato, inteso come elemento essenziale per favorire una Comunità partecipata, in cui i membri sono impegnati nella costruzione di un progetto educativo che preveda obiettivi comuni di crescita e benessere delle famiglie e un sostegno al ruolo genitoriale che risponda al bisogno del minore e della famiglia stessa, alla comunicazione e condivisione dei principi di solidarietà, reciprocità e Collaborazione, in cui la famiglia è parte di un gruppo che la sostiene e cresce con lei. Con l’attivazione di interventi di promozione del volontariato tesi a rafforzare ed ampliare la Rete locale, si offrirà il sostegno e
l’accompagnamento alle famiglie con disabili e straniere, nella gestione delle problematiche e dei disagi, adottando misure di prevenzione dell’emarginazione sociale e favorendo sia il benessere individuale che di tutta la comunità.
SPO.N.DI
L’obiettivo del progetto è quello di sostenere e favorire nei ragazzi di 14-21 anni le qualità soggettive (autonomia, decisionalità e senso di responsabilità) ed oggettive (rispetto degli altri, accettazione della pluralità di opinioni), in modo da sviluppare in loro la coesione, l’appartenenza comunitaria e la cooperazione, in quanto un clima scolastico caratterizzato da solidarietà, partecipazione e rispetto per l’altro può agire come significativo fattore di prevenzione all’antisocialità e alla violenza. L’educazione civica è la chiave per imparare a vivere in società nel rispetto delle leggi. Insegnarla a scuola è uno dei passi fondamentali per formare cittadini adatti alla convivenza civile. L’inizio della vita scolastica avviene durante uno stadio di maturazione del bambino che è ancora caratterizzato dall’egocentrismo e da una spinta aggressiva. L’apprendimento di un comportamento idoneo alla vita sociale nel gruppo classe è la prima forma di educazione civica che può essere appresa a scuola. La criticità che maggiormente il progetto affronta è la lotta alla discriminazione. Per questo si intende attivare un processo di conoscenza ed elaborazione che interessi non solo i ragazzi direttamente coinvolti in episodi di disagio, ma anche il gruppo dei compagni quali “agenti di cambiamento”, facendo leva sulle risorse positive del gruppo e sulla capacità dei ragazzi di provare empatia per i compagni in difficoltà. Il progetto ha come obiettivo generale quello di prevenire la discriminazione e la disuguaglianza che colpiscono in maniera particolare i ragazzi, i quali possono essere allo stesso tempo vittime e perpetratori della discriminazione stessa e, di conseguenza, giocare un ruolo centrale nei cambiamenti positivi in questo settore.

Una delle locandine create con il progetto SPO.N.DI
UNA CASA PER RICOSTRUIRSI
Il progetto “una casa per ricostruirsi” propone di disporre di un luogo dove le donne possano ritrovarsi per costruire e coltivare relazioni di amicizia, di crescita insieme, sotto l’aspetto umano e culturale. Questo progetto è stato reso possibile grazie alla donazione di un'antica casa da parte della famiglia Lampis. Il generoso contributo della Caritas, con i fondi disponibili dell’ 8Xmille, ha permesso di rimettere in sesto questa struttura e renderla agibile, accogliente, bella, adatta per quanto ci si prefigge di realizzare. In questi ambienti si ritroveranno, infatti, tante donne che, coltivando la memoria storica di antiche abilità, realizzeranno attività interessanti ispirate ad antichi mestieri e arti tradizionali. Lavori di cucito, di tessitura, di ricamo e tante arti femminili riprenderanno vita e saranno occasione di aggregazione e di recupero culturale della nostra storia.
Si proporranno anche momenti di condivisione culturale: proiezione di film, conversazioni su temi di attualità con esperti, attività ricreative, mostre di artisti locali. Per la realizzazione di tutte queste attività sarà necessario un intenso lavoro di rete con le associazioni del territorio. In prima fila si pone con concreta offerta di collaborazione l’Associazione Acjsif, che ha condiviso il progetto.

Casa Lampis in via Castoldi
ELSA
Il progetto ELSA consiste da una parte nella realizzazione di diversi laboratori con un focus sull’Economia Domestica, l’Educazione Alimentare e lo Spreco Alimentare, e dall’altra nella proposta di un dialogo pubblico sulle tematiche dell’alimentazione e dello spreco alimentare. Le attività saranno rivolte alla generalità della popolazione e in particolare ai bambini dai 6 ai 12 anni e alle famiglie e individui in una situazione di vulnerabilità economica, nell’ottica di aumentare la capacità di recupero delle eccedenze alimentari da parte della popolazione, con lo scopo di promuovere un modello di consumo consapevole e sostenibile. Le attività mirano a suscitare nei beneficiari sempre maggiore interesse per le tematiche della sostenibilità, e a coinvolgerli in un mutuo scambio di buone pratiche e nello sviluppo di idee mirate alla condivisione e diffusione di modelli di riuso delle eccedenze alimentari e di riduzione dello spreco.
Le prime tre attività consistono nella realizzazione di tre Percorsi Formativi, con un focus sull’Economia Domestica, l’Educazione Alimentare e lo Spreco alimentare con la collaborazione di professionisti del settore, volontari, animatori ed educatori per la realizzazione di materiali e l’ideazione di modalità laboratoriali adatte alle fasce di popolazione target.
Per quanto riguarda la rassegna, rivolta alla generalità della popolazione, essa si propone di portare le tematiche della produzione alimentare, e più in generale della qualità del cibo, al centro del dibattito e dell’attenzione della comunità, attraverso la visione di una selezione di 4 documentari su questi temi.



